ABUSO EDILIZIO – REPRESSIONE – DECORSO TEMPO E INERZIA P. A. – PERMANENZA POTERI DI INTERVENTO – Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza n. 9 del 21 giugno 2017, pubblicata in data 17 ottobre 2017

24.10.2017

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con la sentenza n. 9 del 21 giugno 2017, pubblicata in data 17 ottobre 2017 in riferimento ad una sentenza di ordinanza d demolizione di opere abusive su un immobile ha stabilito che non si possa applicare a un fatto illecito (l’abuso edilizio) il complesso di acquisizioni che, in tema di valutazione dell’interesse pubblico, è stato enucleato per la diversa ipotesi dell’autotutela decisoria, affermando il seguente principio di diritto : “il provvedimento con cui viene ingiunta, sia pure tardivamente, la demolizione di un immobile abusivo e giammai assistito da alcun titolo, per la sua natura vincolata e rigidamente ancorata al ricorrere dei relativi presupposti in fatto e in diritto, non richiede motivazione in ordine alle ragioni di pubblico interesse (diverse da quelle inerenti al ripristino della legittimità violata) che impongono la rimozione dell’abuso. Il principio in questione non ammette deroghe neppure nell’ipotesi in cui l’ingiunzione di demolizione intervenga a distanza di tempo dalla realizzazione dell’abuso, il titolare attuale non sia responsabile dell’abuso e il trasferimento non denoti intenti elusivi dell’onere di ripristino”.

 



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