ASSEGNO DI MANTENIMENTO IN PROCEDIMENTI SEPARAZIONE E DIVORZI – DETERMINAZIONE – ANNULLAMENTO CIRCOLARE N. 6 D.L. 132 DEL 12.9.2014 – TAR Lazio Sentenza n. 7813 del 7 luglio 2016

09.09.2016

Il T.A.R. del Lazio con la sentenza n. 7813 del 7 luglio 2013 pronunciandosi sul ricorso proposto dall’Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e i Minori (AIAF) e Donna chiama Donna Onlus ha annullato la Circolare del Ministero dell’Interno n° 6 del 2015 che determinava le indicazioni agli uffici dello Stato Civile con riferimento alle nuove norme riguardanti le separazioni e divorzi, in cui le parti svolgono in maniera autonoma gli adempimenti, senza assistenza di difensore, previste dl D.L. 12.9.2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla Legge 10/11/2014, n. 162.

I ricorrenti infatti chiedevano di dichiarare la nullità e/o l’illegittimità della Circolare n. 6/2015 dove veniva lasciata la possibilità di svolgere la procedura autonoma anche quando  si prevedeva  l’obbligo di pagamento di un assegno periodico sia nell’ipotesi di separazione che della richiesta congiunta di cessazione degli effetti civili o scioglimento del matrimonio 

In particolare il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha ravvisato una  contrarietà  al dettato normativo precisando “Non può condividersi la posizione assunta al riguardo dal Ministero dell’Interno, atteso che la portata della norma primaria in esame è invece ampia ed omnicomprensiva. Detta norma ricomprende ogni ipotesi di trasferimento patrimoniale, intendendosi per tale il trasferimento avente ad oggetto beni ben individuati o una somma di denaro. Infatti sia che si tratti di uno o più beni ben individuati sia che si tratti di somme di denaro, in ogni caso si determina un accrescimento patrimoniale nel soggetto in favore del quale il trasferimento viene eseguito. Esso piò avvenire una tantum, in un’unica soluzione, o mensilmente o comunque periodicamente, e tuttavia la modalità stabilita non vale a modificare la natura dell’operazione, che rimane sempre quella di trasferimento patrimoniale“.,  individuando quindi la necessità di tutela dei soggetti più deboli che per tali decisioni devono essere assistiti da difensori e magistrati. 

 

 

 

 

 



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