AVVOCATI – Modifica compensi – Aggiornamento parametri – Decreto del 7 dicembre 2017 all’esame del Consiglio di Stato

11.12.2017

Il Ministro della Giustizia ha firmato in data 7 dicembre 2017 il decreto per l’approvazione dei nuovi parametri per l’attività professionale dell’avvocatura.

La necessità della modifica dei compensi  segue anche le profonde modifiche delle attività attinenti la professione legale anche alla luce dell’introduzione degli istituti della mediazione e della negoziazione assistita per le quali è stata predisposta una specifica tabella.

Il nuovo testo tiene conto anche indicazioni pervenute dal Consiglio Nazionale Forense con particolare riferimento alla previsione che in sede di liquidazione delle spese in fase giudiziale il Giudice tenga conto di un riferimento minimo.

 Inoltre sono stati previsti nuovi aumenti nel caso di rappresentanza di più parti e limiti per la riduzione dei compensi; nel processo amministrativo sono stati considerati diversi importi per la redazione dei motivi aggiunti.

 Il decreto è stato trasmesso al Consiglio di Stato per quanto di competenza.

Si riporta di seguito il comunicato stampa del Ministero della Giustizia:

“Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha firmato oggi e trasmesso al Consiglio di Stato il decreto ministeriale relativo alla regolamentazione dei parametri per la liquidazione dei compensi degli avvocati.

L’intervento normativo ha recepito alcune delle proposte avanzate dal Consiglio Nazionale Forense apportando modifiche per: evitare che il giudice provveda alla liquidazione del compenso dell’avvocato senza avere come riferimento alcuna soglia numerica minima, con il rischio di rendere inadeguata la remunerazione della prestazione professionale; aumentare i compensi dovuti all’avvocato che assiste più soggetti aventi la stessa posizione processuale, sia mediante l’incremento del compenso spettante per i soggetti assistiti oltre il primo, sia mediante l’aumento della soglia massima di soggetti assistiti; consentire, nel processo amministrativo, una maggiorazione del compenso relativo alla fase introduttiva del giudizio quando l’avvocato propone motivi aggiunti.

Le modifiche apportate al decreto ministeriale hanno cercato, inoltre, di eliminare dubbi interpretativi e di colmare vuoti della regolazione, come nei casi di compensi tabellari da riferirsi ad avvocati che svolgano funzioni in sede di arbitrato o nei casi in cui è stata integrata la disciplina parametrale, prevedendo un compenso per l’attività svolta dall’avvocato nei procedimenti di mediazione e nei procedimenti di negoziazione assistita”.