AVVOCATI – PRESTAZIONE PROFESSIONALE – CREDITO RELATIVO – PROVA SCRITTA – ATTO DI RICOGNIZIONE DEL DEBITO EX ART. 1988 C.C. – PRESUNZIONE IURIS TANTUM – Corte di Cassazione, seconda sezione civile, sentenza n. 194 del 9 gennaio 2020

13.02.2020

La seconda sezione civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 194 del 9 gennaio 2020 sulla questione sollevata relativa alla nullità del decreto ingiuntivo per mancanza della parcella e del parere del competente Consiglio dell’Ordine professionale ha affermato che “il procedimento monitorio si fonda su una prova scritta indicata dall’art. 634 c.p.c. quale prova idonea, ed autonoma, a richiedere l’ingiunzione a norma dell’art. 633 c.p.c.. Tale prova scritta, per sua natura, come correttamente osservato dall’ordinanza impugnata, consistendo in un atto ricognitivo del debito ex art. 1988 c.c., comporta una presunzione iuris tantum di esistenza del debito che vale a invertire la regola generale in tema di ripartizione dell’onere della prova, con la conseguenza che colui a favore del quale l’atto è rilasciato viene dispensato dall’onere di provare il rapporto fondamentale”.



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