Avvocati – Titolo abilitativo rilasciato da Ordine professionale di altro Stato dell’Unione – Iscrizione nella Sezione degli avvocati stabiliti – Facilitazione esercizio permanente della professione di avvocato in uno Stato membro diverso – Corte di Cassazione, sesta sezione penale, sentenza n. 7079 del 12 gennaio 2021, pubblicata in data 12 gennaio 2022

22.03.2022

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza  n. 7079 del 12 gennaio 2021, pubblicata in data 12 gennaio 2022, in tema di esercizio abusivo della professione di avvocato con particolare  riferimento al possesso del titolo abilitativo rilasciato dall’Ordine professionale Rumeno che consente l’esercizio in tutti gli Stati dell’Unione, valevole per la iscrizione nella Sezione degli avvocati stabiliti, ha ribadito un orientamento già esplicitato dalle Sezioni Unite della Suprema Corte con la sentenza n. 28340 del 22 dicembre 2011 , per la quale  “L’iscrizione…….. costituisce un atto vincolato, subordinato alla ricorrenza dei presupposti stabiliti dalla direttiva europea e dalla normativa italiana, individuati principalmente nella cittadinanza comunitaria e nell’iscrizione all’organizzazione professionale dello Stato di origine. Tuttavia lo scopo della direttiva 98/5 è, a norma del suo art. 1, primo comma, quello «di facilitare l’esercizio permanente della professione di avvocato.. .in uno Stato membro diverso da quello nel quale è stata acquista la qualificazione professionale» e non già quello di regolare «l’accesso alla professione di avvocato» in detto Stato membro (considerando no. 7), né può consentire l’elusione delle normative nazionali che disciplinano l’accesso alla professione forense per il tramite di un esame statale di abilitazione, per cui appare conforme al diritto europeo il riconoscimento del potere/dovere in capo alle competenti autorità nazionali di valutare in concreto, nel rispetto dei principi eurounitari, se l’atto di esercizio del diritto di stabilimento non avvenga in forme abusive dello stesso diritto dell’Unione, ferma restando la possibilità di un controllo giurisdizionale dell’attività amministrativa condotta a seguito del ricorso dell’interessato”.



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