Avvocato – Onorari di avvocato ed applicazione dei relativi criteri nella determinazione dei parametri – D..M. 10 marzo 2014 n 55 – Corte di Cassazione, seconda sezione civile, sentenza n. 25788 del 13 novembre 2020

03.12.2020

La seconda sezione civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 25788 del 13 novembre 2020 in riferimento alla questione della applicazione del D..M. 10 marzo 2014 n 55 sugli onorari di avvocato e della applicazione dei relativi criteri nella determinazione  dei parametri  ha affermato che “……. il giudice, in presenza di una specifica richiesta, non può limitarsi ad una globale determinazione dei diritti di procuratore e degli onorari di avvocato in una misura inferiore a quelli domandati, ma ha l’onere di dare adeguata motivazione dell’eliminazione e della riduzione di voci da lui operata, allo scopo di consentire, attraverso il sindacato di legittimità, l’accertamento della conformità della liquidazione a quanto risulta dagli atti ed alle tariffe, in relazione all’inderogabilità dei relativi minimi, a norma dell’art. 24 della legge 13 giugno 1942, n. 794” precisando altresi che “….. i nuovi sopravvenuti parametri, cui devono essere commisurati i compensi dei professionisti in luogo delle abrogate tariffe professionali, sono da applicare ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del decreto ministeriale che li preveda e si riferisca al compenso spettante ad un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato !a propria prestazione professionale, ancorché tale prestazione abbia avuto inizio e si sia in parte svolta quando ancora erano in vigore le tariffe abrogate, evocando l’accezione onnnicomprensiva di “compenso” la nozione di un corrispettivo unitario per l’opera complessivamente prestata



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