BREVI CONSIDERAZIONI IN TEMA DI PROCESSI TELEMATICI – Parte Terza

29.05.2017

Modalità di notificazione dell’atto introduttivo e problematiche sull’iscrizione a ruolo

Com’è ampiamente noto nel Processo Civile Telematico non esiste l’obbligo ma solo la facoltà di iscrivere a ruolo telematicamente i procedimenti introdotti, con l’esplicita esclusione dei ricorsi per decreto ingiuntivo e delle procedure esecutive che devono obbligatoriamente essere iscritte a ruolo telematicamente; è invece obbligatorio per i difensori delle parti depositare telematicamente qualsiasi atto del processo successivo all’iscrizione a ruolo per colui il quale ha introdotto il giudizio oppure all’atto di costituzione per il convenuto, l’intervenuto e via dicendo.
E’ da tempo invalsa la prassi di iscrivere a ruolo telematicamente qualsiasi tipo di procedimento ed in qualunque modo sia stato notificato l’atto introduttivo del giudizio: tramite ufficiale giudiziario, a mezzo del servizio postale o direttamente ai sensi della L. 53 del 1994, od a mezzo posta elettronica certificata ai sensi dell’art 3 bis della medesima norma: Nessuno (o pochissimi) sembra essersi posto problemi in ordine alle modalità di iscrizione e ruolo od aver sollevato questioni sulle prassi utilizzate per questo adempimento in modalità telematica o tradizionale ed a prescindere dalla tipologia di notificazione dell’atto introduttivo notificato.
Qualora l’atto introduttivo sia stato notificato telematicamente come originale informatico sottoscritto digitalmente, colui il quale iscrive a ruolo scegliendo la modalità cartacea deposita nel fascicolo cartaceo la stampa dell’atto, delle ricevute di accettazione (RdA) e di avvenuta consegna (RdAC) attestandone la conformità agli originali informatici in suo possesso; al contrario qualora l’atto introduttivo sia stato redatto in forma cartacea sottoscritto con firma autografa e notificato in modalità tradizionale chi iscrive a ruolo telematicamente predispone una copia informatica per immagine dell’atto introduttivo, delle relate e delle eventuali cartoline postali, attestando la conformità della copia informatica di essi agli originali cartacei (analogici) in suo possesso.
Siamo sicuri che si possa procedere in questo modo?
Le copie degli atti così depositati possono avere una valenza probatoria in ordine alle attività su di essi compiute?
Esistono norme che legittimano tale modo di procedere?

Il codice di procedura civile all’art. 183 così recita: All’ udienza fissata per la prima comparizione delle parti e la trattazione il giudice istruttore verifica d’ufficio la regolarità del contraddittorio…” è una formulazione semplice e lineare ma cosa significa “verificare d’ufficio la regolarità del contraddittorio”? In pratica dovrebbe significare che nel fascicolo di ufficio il giudice deve trovare quegli atti e quei documenti che univocamente ed inequivocabilmente siano in grado di provare la regolarità formale e sostanziale degli atti e delle attività compiute nella fase introduttiva del giudizio, in buona sostanza anche in assenza delle parti, il giudice deve essere in grado di valutare se gli atti sono formalmente corretti e le attività di notificazione siano state validamente compiute. Ma può davvero farlo?
Quando il fascicolo processuale era tenuto in forma cartacea e vigeva l’obbligo di depositare l’originale dell’atto introduttivo del giudizio unitamente a tutti i documenti derivanti dal procedimento di notificazione, indubbiamente SI, ma oggi?
La risposta è semplice quanto disarmante: se nel fascicolo informatico o cartaceo che sia non viene depositato l’originale cartaceo od il duplicato informatico dell’atto introduttivo del giudizio e di tutti gli atti del procedimento di notificazione, sicuramente NO.
Qui non stiamo disquisendo della possibilità del giudice di formare il proprio libero convincimento in base alle allegazioni documentali ma della possibilità materiale e pratica da parte del magistrato di verificare d’ufficio la regolarità del contraddittorio nel caso di scuola in cui una o più parti non siano presenti all’udienza fissata o non si siano costituti, perchè in caso contrario nulla quaestio.

Esaminiamo le varie possibilità in ragione della tipologia di atto introduttivo e della modalità di notificazione dello stesso:
1) Atto di citazione cartaceo, con sottoscrizione autografa, notificato a mezzo ufficiale giudiziario o con una delle modalità previste dalla L. 53/1994 (ma non a mezzo p.e.c).
a) Iscrizione a ruolo tradizionale con fascicolo cartaceo
b) Iscrizione a ruolo telematica con fascicolo informatico

2) Atto di citazione documento informatico, con sottoscrizione digitale, notificato a mezzo della posta elettronica certificata ai sensi dell’art. 3 bis della L.53/1994
a) Iscrizione a ruolo telematica con fascicolo informatico
b) Iscrizione a ruolo tradizionale con fascicolo cartaceo
Le opzioni di cui alla lettera a) per entrambi i casi – nn. 1) e 2) – non creano alcun tipo di problema perché nel fascicolo processuale (cartaceo nel primo caso, informatico nel secondo)  confluiscono rispettivamente un originale cartaceo (analogico) ed un duplicato informatico (che è identico all’originale), ossia oggetti che sono intrinsecamente in grado di provare il loro contenuto informativo perchè possono essere verificati tramite ispezione dal giudice (nel caso dell’originale cartaceo) o  tramite l’utilizzo di apposito software sempre dal giudice (nel caso del duplicato informatico); del resto è questa la peculiarità del mezzo di prova: il suo contenuto informativo è suscettibile di verifica diretta qualora si disponga dell’oggetto della sua consistenza originale.

Proprio questo costituisce il limite delle opzioni di cui alla lettera b) infatti nel fascicolo informatico, in entrambe le ipotesi, non confluiscono gli originali degli atti ma le copie (rispettivamente informatiche per immagine o analogiche) di oggetti con struttura fisica totalmente diversa da quella dell’originale dal quale sono stati tratti e dunque non idonei a costituire prova del loro contenuto informativo per impossibilità di effettuare su di essi una verifica diretta.

Si è cercato di ovviare a tale problema estendendo a questa attività la facoltà (o il potere) in capo all’avvocato di attestare la conformità delle copie depositate agli originali in suo possesso ma la soluzione – seppure legittimamente adottata senza particolari problemi pressocché da chiunque – in realtà non risolve né potrebbe per una serie di ragioni:
primo: non esiste una norma che autorizzi l’avvocato ad attestare la conformità della copia analogica dell’originale informatico né delle RdA e RdAC delle notificazioni a mezzo p.e.c. salvo il caso in cui presso l’ufficio giudiziario non sia possibile depositare telematicamente detti atti. (art. 9, co. 1 bis), quindi in tutti quei casi nei quali sia possibile effettuare il suddetto deposito esso DEVE necessariamente avvenire;
secondo: non esiste una norma che autorizzi l’avvocato ad attestare la conformità delle copie informatiche agli originali analogici dell’atto introduttivo del giudizio e degli atti comprovanti le attività di notificazione (relate, cartoline, ecc.), è previsto l’obbligo di tale attestazione nel caso di iscrizione a ruolo delle procedure esecutive ma in tale caso a parte l’espressa previsione normativa che non può essere estesa analogicamente, gli atti introduttivi del procedimento non sono di competenza dell’avvocato ma dell’ufficiale giudiziario e la cosa non è di poco conto;
terzo: in presenza di un’attestazione di conformità validamente compiuta il giudice NON PUO’ contestarne il contenuto in quanto la querela di falso non può essere proposta d’ufficio ma il giudice deve invece d’ufficio verificare la regolarità del contraddittorio cosa che non è in grado di fare in mancanza degli originali in quanto le copie, sebbene munite di attestazione di conformità non suscettibile di contestazione, sono inidonee e consentirgli tale verifica;

Possono sembrare questioni di lana caprina ma sono il sintomo della confusione terminologica e pratica sulla consistenza degli atti processuali i quali devono pervenire al giudice, non per disposto normativo ma per svolgere la loro funzione sostanziale e processuale nella loro consistenza originale che li rende effettivamente idonei a far prova del loro contenuto e verificabili.

In conclusione qualsiasi sia la modalità di iscrizione a ruolo da voi scelta portate in udienza l’originale analogico dell’atto introduttivo del giudizio se notificato in modalità tradizionale cartacea per esibirlo al giudice se avete iscritto a ruolo in modalità telematica e depositate telematicamente il documento informatico, la relazione di notificazione, le RdA e le RdAC delle notificazioni a mezzo p.e.c. nel fascicolo informatico anche se avete iscritto il procedimento utilizzando il fascicolo cartaceo.

…continua…

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