BREVI CONSIDERAZIONI IN TEMA DI PROCESSI TELEMATICI – Parte Prima

20.05.2017

I processi cd. telematici (civile, amministrativo, tributario) sono, bene o male, partiti ed operativi ormai in quasi tutti i settori della giurisdizione. Hanno portato grandi vantaggi secondo alcuni e molteplici disagi a parere di altri, sono stati pensati, progettati, normati e resi operativi senza una visione unitaria ma per rispondere alle esigenze della singola procedura spesso ignorando la normativa primaria di riferimento che disciplina il documento informatico piuttosto che la notificazione a mezzo p.e.c.; soprattutto è questo è forse il limite maggiore, si è pensato ai processi telematici esclusivamente come modalità sostitutiva di accesso alle cancellerie od alle segreterie degli uffici giudiziari nonché di deposito e prelievo di atti e documenti e non in una reale ottica di innovazione la quale riconosca innanzitutto che il concetto tradizionale di documento come atto scritto su supporto cartaceo e sottoscritto con firma autografa è irrimediabilmente e definitivamente superato.
In questi anni abbiamo letto regole e specifiche tecniche che prevedevano tutto ed il contrario di tutto a seconda dell’autorità innanzi alla quale il procedimento era introdotto, abbiamo visto regole assolutamente generiche e vaghe come articoli che arrivano a prevedere quale tipo di formato di firma digitale è considerato utilizzabile nel processo amministrativo piuttosto che in quello civile o tributario.  Abbiamo sentito e letto qualsiasi cosa sui formati documentali, sul loro valore probatorio, sulla necessità o meno di apporre su di essi un’attestazione di conformità, sulla validità e sulle modalità dei depositi telematici, sui limiti al peso dei singoli atti e documenti; sono state emesse sentenze sulla validità della notificazione a mezzo posta elettronica certificata che la ammettevano o meno a seconda che l’atto da notificarsi fosse civile o amministrativo od addirittura a seconda che il relativo giudizio dovesse essere introdotto davanti ad un ufficio giudiziario nel quale era operativo o meno il processo telematico.
Ci siamo sbizzarriti nelle forme e nelle spiegazioni più astruse sulla necessità delle copie cartacee di cortesia o di obbligo, sul loro numero, sul loro valore giuridico e sulla possibilità di portare avanti il procedimento in loro assenza totale o parziale, sull’obbligo o meno di munirle di attestazione di conformità e chi più ne ha più ne metta…in una sola frase e nella migliore tradizione abbiamo cercato (e trovato benissimo) il modo per rendere i processi telematici complicati, astrusi, incomprensibili.
Forse è giunto il momento di cambiare prospettiva e di renderci conto che qualsiasi cambiamento deve essere accompagnato e gestito su più livelli: normativo, tecnico, procedurale, applicativo, formativo e vari altri; proveremo ad analizzarli uno alla volta senza pretesa di completezza ma con la profonda convinzione che l’attività giurisdizionale gestita con strumenti informatici e telematici non potrà mai più essere quella che il legislatore dei codici di procedura aveva disciplinato.

…continua…

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