A cura di Guglielmo Lomanno

Pubblicato il: 21 ottobre 2016

Ritorniamo sull’argomento documento nel Processo Amministrativo Telematico perché riteniamo possa essere utile sottolineare le differenze operative rispetto al Processo Civile e stimolare il dibattito al fine di cercare soluzioni condivise.
La questione principale è quella relativa alla modalità di sottoscrizione digitale degli atti, della relazione di notificazione, nonché della procura alle liti.
Nel processo civile telematico essi possono essere sottoscritti indifferentemente con firma digitale in formato CADES (estensione .p7m) o PADES-BES (estensione .pdf); le regole del processo amministrativo prevedono invece che gli atti siano sottoscritti esclusivamente in formato PADES-BES (estensione .pdf).
Tutto questo è legittimo? E soprattutto a quale logica risponde?
Cominciamo dall’atto processuale introduttivo che, nel diritto amministrativo è tipicamente il ricorso, orbene i documenti informatici e la loro sottoscrizione sono disciplinate dal Codice dell’Amministrazione Digitale per il quale nel nostro ordinamento un documento informatico deve essere sottoscritto con firma elettronica qualificata o con firma digitale.
La norma che disciplina le notificazioni (di atti civili, amministrativi e stragiudiziali) a mezzo posta elettronica  qualificata è la Legge 21.01.1994, n. 53 la quale specifica (art. 3 bis, n. 5) che la relazione di notificazione deve essere sottoscritta con firma digitale.
La procura alle liti viene sottoscritta digitalmente sia nel processo civile telematico che in quello amministrativo ma ai fini del deposito telematico, non per autentica della sottoscrizione su di essa apposta dal cliente, a questo occorre aggiungere che, l’eventuale obbligo di notificazione della procura alle liti  unitamente all’atto introduttivo è una questione controversa e che comunque incide, qualora le regole tecniche di un procedimento differiscano da un altro, non sulla disciplina interna del procedimento stesso ma sulla valenza giuridica di un atto redatto, sottoscritto e/o utilizzato in una fase precedente all’accesso telematico o meno all’ufficio giudiziario.
In conclusione, a parere di chi scrive, costituisce semplicemente un assurdo che le regole sulla sottoscrizione documentale del processo civile, di quello amministrativo e di quello contabile, siano diverse perché la validità giuridica di un atto non è determinata dal rispetto delle regole tecniche ma delle norme primarie di legge.

La domanda è legittima: cosa succede se un avvocato redige un ricorso amministrativo come documento informatico sottoscritto con firma digitale in formato CADES e lo notifica a mezzo p.e.c. sottoscrivendo nel medesimo formato anche la relazione di notificazione come previsto dall’art. 3 bis, co. 5 della Legge n. 53 del 1994 e non nel formato PADES-BES previsto per gli atti da depositarsi presso gli organi della Giustizia Amministrativa come previsto dalle regole tecniche e dalle istruzioni all’uopo rilasciate?

Pubblicato il: 7 ottobre 2016

Dal 10 ottobre 2016 al 30 novembre 2016 riparte la sperimentazione del Processo Amministrativo Telematico e ritorna il doppio binario.
Il Segretariato Generale della Giustizia Amministrativa ha ribadito con il “Regolamento  sulle  regole  tecnico-operative  per  l’attuazione  del il processo amministrativo telematico, concernente la  comunicazione  di avvio della sperimentazione del P.A.T. dal 10 ottobre al 30  novembre 2016”. (Decreto n. 106/2016), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.217 del 16-9-2016,  che nella fase di sperimentazione tutti i ricorsi così come tutti gli atti difensivi relativi a ricorsi introdotti nel medesimo periodo davanti ai TAR ed alle sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato  andranno depositati in modalità cartacea per avere valore legale ma anche OBBLIGATORIAMENTE E SENZA ALCUN VALORE LEGALE in via telematica.
Sul sito istituzionale della Giustizia Amministrativa www.giustizia-amministrativa.it sono state pubblicate le istruzioni e la modulistica relativa ai vari adempimenti connessi con l’avvio della sperimentazione e leggendo, seppure abbastanza superficialmente, la documentazione sorgono una serie di perplessità in ordine ad alcune attività da compiersi parte dei difensori nel rispetto delle regole tecniche del P.A.T. a cominciare dalla notificazione del ricorso a mezzo p.e.c. ai sensi della Legge 53 del 94. Sulle istruzioni si legge che il ricorso da notificarsi a mezzo p.e.c. (ai sensi dell’art. 3 bis della suddetta norma) deve essere sottoscritto con firma digitale in formato PADES-BES mentre la legge prescrive che l’atto debba essere sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata e le regole tecniche del processo amministrativo digitale non pare possano incidere sulla validità legale di una sottoscrizione digitale effettuata ad es. in formato CADES.
Primo quesito: un ricorso amministrativo sottoscritto in formato CADES e notificato a mezzo p.e.c. quale tipo di vizio avrebbe?

Approfondiremo sul prossimo post 

Pubblicato il: 7 ottobre 2016

Utilizziamo impropriamente (ma nemmeno tanto trattandosi di tecnologia) il blog per comunicare a tutti gli interessati che è stata rilasciata ed è scaricabile gratuitamente dallo store di Google ed a breve anche da quello di Apple, una versione per smartphone dell’Agenda Legale de Il Momento Legislativo.
L’agenda oltre al tradizionale diario nel quale possono essere inseriti gli appuntamenti e le attività espressamente codificate per gli avvocati, consente all’utilizzatore di scaricare e memorizzare direttamente dal sistema Polisweb di consultazione dei registri di cancelleria, i fascicoli processuali dell’avvocato e di integrarne le udienze e le scadenze nel diario giornaliero in modo da poter avere sempre sotto controllo tutta l’attività giurisdizionale e non sul proprio dispositivo personale.
L’ app dispone inoltre di una rubrica i cui dati possono essere utilizzati per abbinare i fascicoli scaricati dagli uffici giudiziari ai clienti ed alle controparti al fine di agevolare il reperimento di ogni informazione utile all’avvocato.  
Per scaricare l’applicazione (gratuitamente per tutto il 2017) è sufficiente accedere allo store di Google e ricercare: Agenda Legale – ML.

Per quanti fossero interessati ad un’approfondimento è possibile scaricare la guida all’uso da questo link

Pubblicato il: 6 settembre 2016

Il processo amministrativo telematico si uniforma al P.C.T.?  Molti giuristi ed operatori della giustizia nel corso di questi anni si saranno chiesti la ragione per la quale il legislatore non abbia introdotto norme uniformi per i vari Processi Telematici avviati od in fase di avvio in ambito civile, penale, amministrativo, tributario, ecc.
Un siffatto interrogativo non consente risposta ma le problematiche nascenti da una difformità di norme nei vari processi si sono puntualmente verificate e sono quelle che hanno probabilmente indotto l’esecutivo a posticipare (con un provvedimento emanato il giorno precedente il previsto avvio) l’entrata in vigore della normativa sul Processo Amministrativo Telematico. 
Pochi giorni fa con il D.L.  31 agosto 2016, n. 168 il governo è nuovamente intervenuto introducendo norme che dovrebbero risolvere alcune criticità rilevate nella previgente normativa.
Il primo riferimento è quello relativo al c.d. “domicilio digitale” previsto dall’art. 16-sexies del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 che si applicherà ai sensi del comma 1-bis dell’art. 25 del D.Lgs. 02 luglio 2010, n. 104 come ora modificato ed in quanto compatibile, anche al processo amministrativo.  In buona sostanza varrà anche per la giustizia amministrativa il principio in base al quale le notificazioni al difensore in cancelleria (nel P.A. segreteria), potranno essere effettuate in tale modalità, esclusivamente qualora non sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notificazione presso l’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi.

L’ art 136 del quale è stato modificato il comma 2 ed introdotti i commi 2-ter e 2-quater oltre ad inserire un forse inopportuno riferimento a “casi eccezionali” nei quali il Presidente del collegio giudicante potrà dispensare le parti od i loro difensori dalla sottoscrizione digitale e dal deposito telematico degli atti, tenta di risolvere (si spera definitivamente) il problema dell’attestazione di conformità delle copie informatiche degli atti depositati. Il testo specifica che la copia informatica munita di attestazione di conformità equivale all’originale od alla copia conforme dell’atto o del provvedimento.  Nel testo si ribadisce altresì che i difensori, nel compimento dell’ attestazione di conformità, “ASSUMONO AD OGNI EFFETTO LA VESTE DI PUBBLICO UFFICIALE” superando così e si spera in modo definitivo, la diatriba sulla possibilità che un soggetto sia considerato pubblico ufficiale nel compimento di attività specifiche pur senza essere pubblico ufficiale per status professionale.
Il comma 2-quater stabilisce che il Presidente della sezione o il collegio, qualora la questione sorga in udienza, possono autorizzare il privato chiamato in causa (non soggetto all’obbligo di dotarsi di indirizzo P.E.C.) a depositare atti e documenti tramite l’upload sul sito istituzionale della Giustizia Amministrativa.

Conseguentemente sono state modificate anche le norme di attuazione che ora assicurano (art 4, co. 4) la possibilità di deposito telematico degli atti in scadenza fino alle 24.00 dell’ultimo giorno consentito e che considerano il deposito tempestivo (a differenza del P.C.T.) con la generazione della ricevuta di avvenuta accettazione ove il deposito risulti anche successivamente andato a buon fine. Il termine è anticipato alle ore 12.00 del giorno di scadenza agli effetti dei termini a difesa e delle udienze camerali e pubbliche, come previsto dalla normativa generale.
L’art 13-bis di nuova introduzione contiene le misure transitorie per l’uniforme applicazione del processo amministrativo telematico e prevede che per tre anni a decorrere dal 01 gennaio 2017 (data di entrata in vigore delle norme sul P.A.T.) qualora il punto di diritto sottoposto al giudice amministrativo verta sull’interpretazione e l’applicazione delle norme sul processo amministrativo telematico può essere proposta istanza di rimessione del ricorso all’adunanza plenaria al fine di uniformare il più possibile le decisioni  e creare in tempi relativamente brevi una giurisprudenza specifica sui principi di “diritto amministrativo telematico.

Siamo certi che con l’autunno ci attenderanno altre novità ma non  perdiamo la speranza che il legislatore metta mano, una volta per tutte, ad una riforma organica delle norme processuali che tenga conto del fatto che le tecnologie fanno parte ormai di qualsiasi iter procedimentale complesso e che le regole processuali non possono inseguire le tecnologie ma debbono considerarle un presupposto indefettibile del buon funzionamento del sistema giudiziario. 

Pubblicato il: 1 luglio 2016

Sulla Gazzetta Ufficiale di ieri (G.U. 151 del 30.06.2016) è stato pubblicato il D.L. 30.06.2016, n. 117 che proroga l’entrata in vigore del Processo Amministrativo Telematico al 01 gennaio 2017. Come da inveterata e deprecabile abitudine del ns. legislatore i rinvii e le proroghe dell’entrata in vigore di norme processuali cogenti e atte a generare modifiche strutturali delle modalità di lavoro di operatori giuridici e personale degli uffici giudiziari, vengono disposti il giorno precedente la data prevista di entrata in vigore del provvedimento.

Fuori da ogni intento polemico appare lecito domandarsi se non sarebbe più semplice ampliare il periodo di sperimentazione per avere la certezza che tutto funzioni piuttosto che disporre slittamenti continui ed inutili.

Arrivederci al prossimo rinvio.

Pubblicato il: 11 giugno 2016

Parte oggi la nuova iniziativa de “Il Momento Legislativo” dedicata alle nuove tecnologie applicate alle professioni legali ed in particolare a quelli che ormai possiamo definire i “Processi Telematici”. Si è cominciato con il processo civile presso i tribunali ed ora si trovano ai nastri di partenza o in fasi più o meno avanzate anche i processi amministrativo, tributario, avanti la Corte dei Conti, ecc. Quella che doveva essere un’iniziativa riservata alla giurisdizione civile ha aperto la strada ad innumerevoli tentativi di “imitazione” o miglioramenti da parte di giurisdizioni diverse. L’innovazione tecnologica non è positiva o negativa ma di per sé neutra, deve essere organizzata, strutturata, adattata alle esigenze delle strutture all’interno delle quali deve operare. I sistemi tecnici che sono stati progettati e scelti per l’utilizzo nei processi giurisdizionali sono in parte superati, sicuramente complicati, non correttamente supportati da processi di riorganizzazione degli uffici. Nonostante questo il processo civile telematico ha portato agli operatori una serie di vantaggi innegabili ed è stato il traino per modifiche normative impensabili fino a pochi anni fa; si pensi soltanto alla possibilità di estrarre copie dai fascicoli informatici ed attestarne la conformità da parte degli avvocati e degli ausiliari del giudice. La sperimentazione dei processi amministrativo e tributario ha consentito di scegliere soluzioni diverse rispetto a quelle del processo civile, con miglioramenti su alcuni aspetti e scelte discutibili su altri. La “giustizia digitale” è un laboratorio aperto, è compito anche nostro farla evolvere verso soluzioni sempre più semplici e funzionali dal punto di vista tecnico e soprattutto da quello giuridico.

Pubblicato il: 10 giugno 2016

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