A cura di Guglielmo Lomanno

Pubblicato il: 6 settembre 2016

Il processo amministrativo telematico si uniforma al P.C.T.?  Molti giuristi ed operatori della giustizia nel corso di questi anni si saranno chiesti la ragione per la quale il legislatore non abbia introdotto norme uniformi per i vari Processi Telematici avviati od in fase di avvio in ambito civile, penale, amministrativo, tributario, ecc.
Un siffatto interrogativo non consente risposta ma le problematiche nascenti da una difformità di norme nei vari processi si sono puntualmente verificate e sono quelle che hanno probabilmente indotto l’esecutivo a posticipare (con un provvedimento emanato il giorno precedente il previsto avvio) l’entrata in vigore della normativa sul Processo Amministrativo Telematico. 
Pochi giorni fa con il D.L.  31 agosto 2016, n. 168 il governo è nuovamente intervenuto introducendo norme che dovrebbero risolvere alcune criticità rilevate nella previgente normativa.
Il primo riferimento è quello relativo al c.d. “domicilio digitale” previsto dall’art. 16-sexies del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 che si applicherà ai sensi del comma 1-bis dell’art. 25 del D.Lgs. 02 luglio 2010, n. 104 come ora modificato ed in quanto compatibile, anche al processo amministrativo.  In buona sostanza varrà anche per la giustizia amministrativa il principio in base al quale le notificazioni al difensore in cancelleria (nel P.A. segreteria), potranno essere effettuate in tale modalità, esclusivamente qualora non sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notificazione presso l’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi.

L’ art 136 del quale è stato modificato il comma 2 ed introdotti i commi 2-ter e 2-quater oltre ad inserire un forse inopportuno riferimento a “casi eccezionali” nei quali il Presidente del collegio giudicante potrà dispensare le parti od i loro difensori dalla sottoscrizione digitale e dal deposito telematico degli atti, tenta di risolvere (si spera definitivamente) il problema dell’attestazione di conformità delle copie informatiche degli atti depositati. Il testo specifica che la copia informatica munita di attestazione di conformità equivale all’originale od alla copia conforme dell’atto o del provvedimento.  Nel testo si ribadisce altresì che i difensori, nel compimento dell’ attestazione di conformità, “ASSUMONO AD OGNI EFFETTO LA VESTE DI PUBBLICO UFFICIALE” superando così e si spera in modo definitivo, la diatriba sulla possibilità che un soggetto sia considerato pubblico ufficiale nel compimento di attività specifiche pur senza essere pubblico ufficiale per status professionale.
Il comma 2-quater stabilisce che il Presidente della sezione o il collegio, qualora la questione sorga in udienza, possono autorizzare il privato chiamato in causa (non soggetto all’obbligo di dotarsi di indirizzo P.E.C.) a depositare atti e documenti tramite l’upload sul sito istituzionale della Giustizia Amministrativa.

Conseguentemente sono state modificate anche le norme di attuazione che ora assicurano (art 4, co. 4) la possibilità di deposito telematico degli atti in scadenza fino alle 24.00 dell’ultimo giorno consentito e che considerano il deposito tempestivo (a differenza del P.C.T.) con la generazione della ricevuta di avvenuta accettazione ove il deposito risulti anche successivamente andato a buon fine. Il termine è anticipato alle ore 12.00 del giorno di scadenza agli effetti dei termini a difesa e delle udienze camerali e pubbliche, come previsto dalla normativa generale.
L’art 13-bis di nuova introduzione contiene le misure transitorie per l’uniforme applicazione del processo amministrativo telematico e prevede che per tre anni a decorrere dal 01 gennaio 2017 (data di entrata in vigore delle norme sul P.A.T.) qualora il punto di diritto sottoposto al giudice amministrativo verta sull’interpretazione e l’applicazione delle norme sul processo amministrativo telematico può essere proposta istanza di rimessione del ricorso all’adunanza plenaria al fine di uniformare il più possibile le decisioni  e creare in tempi relativamente brevi una giurisprudenza specifica sui principi di “diritto amministrativo telematico.

Siamo certi che con l’autunno ci attenderanno altre novità ma non  perdiamo la speranza che il legislatore metta mano, una volta per tutte, ad una riforma organica delle norme processuali che tenga conto del fatto che le tecnologie fanno parte ormai di qualsiasi iter procedimentale complesso e che le regole processuali non possono inseguire le tecnologie ma debbono considerarle un presupposto indefettibile del buon funzionamento del sistema giudiziario. 

Pubblicato il: 1 luglio 2016

Sulla Gazzetta Ufficiale di ieri (G.U. 151 del 30.06.2016) è stato pubblicato il D.L. 30.06.2016, n. 117 che proroga l’entrata in vigore del Processo Amministrativo Telematico al 01 gennaio 2017. Come da inveterata e deprecabile abitudine del ns. legislatore i rinvii e le proroghe dell’entrata in vigore di norme processuali cogenti e atte a generare modifiche strutturali delle modalità di lavoro di operatori giuridici e personale degli uffici giudiziari, vengono disposti il giorno precedente la data prevista di entrata in vigore del provvedimento.

Fuori da ogni intento polemico appare lecito domandarsi se non sarebbe più semplice ampliare il periodo di sperimentazione per avere la certezza che tutto funzioni piuttosto che disporre slittamenti continui ed inutili.

Arrivederci al prossimo rinvio.

Pubblicato il: 11 giugno 2016

Parte oggi la nuova iniziativa de “Il Momento Legislativo” dedicata alle nuove tecnologie applicate alle professioni legali ed in particolare a quelli che ormai possiamo definire i “Processi Telematici”. Si è cominciato con il processo civile presso i tribunali ed ora si trovano ai nastri di partenza o in fasi più o meno avanzate anche i processi amministrativo, tributario, avanti la Corte dei Conti, ecc. Quella che doveva essere un’iniziativa riservata alla giurisdizione civile ha aperto la strada ad innumerevoli tentativi di “imitazione” o miglioramenti da parte di giurisdizioni diverse. L’innovazione tecnologica non è positiva o negativa ma di per sé neutra, deve essere organizzata, strutturata, adattata alle esigenze delle strutture all’interno delle quali deve operare. I sistemi tecnici che sono stati progettati e scelti per l’utilizzo nei processi giurisdizionali sono in parte superati, sicuramente complicati, non correttamente supportati da processi di riorganizzazione degli uffici. Nonostante questo il processo civile telematico ha portato agli operatori una serie di vantaggi innegabili ed è stato il traino per modifiche normative impensabili fino a pochi anni fa; si pensi soltanto alla possibilità di estrarre copie dai fascicoli informatici ed attestarne la conformità da parte degli avvocati e degli ausiliari del giudice. La sperimentazione dei processi amministrativo e tributario ha consentito di scegliere soluzioni diverse rispetto a quelle del processo civile, con miglioramenti su alcuni aspetti e scelte discutibili su altri. La “giustizia digitale” è un laboratorio aperto, è compito anche nostro farla evolvere verso soluzioni sempre più semplici e funzionali dal punto di vista tecnico e soprattutto da quello giuridico.

Pubblicato il: 10 giugno 2016

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