STUPEFACENTI – Prodotti derivati della cannabis sativa L. – Commercializzazione – legge n. 242 del 2016 – Ambito di applicazione – Reato di cui all’art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 – Concreta efficacia drogante – Corte di Cassazione, Sezioni Unite penali, sentenza n. 30475 del30 maggio 2019, depositata in data 10 luglio 2019

17.07.2019

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione con la sentenza n. 30475 del 30 maggio 2019, depositata in data 10 luglio 2019, nel risolvere un contrasto giurisprudenziale sull’ambito di operatività della Legge 2 dicembre 2016 n. 242, hanno affermato il seguente principio di diritto: ” La commercializzazione al pubblico di cannabis sativa L. e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapa non rientra nell’ambito di applicabilità della legge 242 del 2016, che qualifica come lecita unicamente l’attività di coltivazione di canapa delle varietà ammesse e iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ai sensi dell’art. 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002 e che elenca tassativamente i derivati dalla predetta coltivazione che possono essere commercializzati sicchè la cessione, la vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico dei derivati della coltivazione di cannabis sativa L., quali foglie,inflorescenze, olio, resina, sono condotte che integrano il reato di cui all’art. 73, d.P.R. n. 309/1990, anche a fronte di un contenuto di THC inferiore ai valori indicati dall’art. 4, commi 5 e 7, legge n. 242 del 2016, salvo che tali derivati siano, in concreto privi di ogni efficacia drogante o psicotropa, secondo il principio di offensività”

 

 

 



Scarica documento