COMUNICAZIONE DI CANCELLERIA – MANCATA CONSEGNA A MEZZO P.E.C. PER CAUSA IMPUTABILE AL DESTINATARIO – DEPOSITO – VALIDITA’ Cass. Sez. 6 Ord. 25698 del 15.12.2016

25.01.2017

Si consolida l’orientamento della Suprema Corte in base al quale le comunicazioni di cancelleria si perfezionano con il deposito telematico presso la stessa, nel caso in cui il messaggio di posta elettronica certificata non sia andato a buon fine per causa imputabile al destinatario.

Nel provvedimento in esame, la Corte dopo aver esaminato le norme di legge da applicare alla fattispecie, si sofferma sul testo del messaggio di mancata consegna pervenuto alla cancelleria all’esito del tentativo di comunicazione a mezzo p.e.c. che nella specie recitava:  «la casella dell’utente destinatario non è in grado di accettare il messaggio».  

Secondo il Collegio detta attestazione del gestore sottende un evento che dipende dallo stato della casella dell’utente e, quindi, oggettivamente riferibile alla sfera di controllo del difensore. Invero, il «non essere in grado» integra uno stato della casella, che, essendo nel dominio dell’utente, egli deve preoccupasi di scongiurare. Ne deriva che la notifica della comunicazione ha dato luogo alla conseguenza che la comunicazione risulta perfezionata con il deposito in cancelleria.

In buona sostanza l’obbligo del difensore di munirsi di una casella di posta elettronica certificata implica altresì da parte dello stesso particolare e costante attenzione al suo corretto funzionamento, inteso in senso ampio; incombe in pratica sull’avvocato l’onere di mantenere in perfetta efficienza la casella di posta elettronica certificata in modo che sia sempre in grado di ricevere tutti i messaggi ad essa indirizzati. Ed infatti l’unica ipotesi di mancata consegna del messaggio p.e.c. per causa non imputabile al destinatario è costituita dal malfunzionamento del servizio di posta elettronica certificata del mittente, nel caso di specie il dominio giustizia. 



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