CONTRATTO – FORMA SCRITTA “AD PROBATIONEM” – INAMMISSIBILITÀ PROVA PER TESTI – RILEVABILITÀ D’UFFICIO – ASSUNZIONE DELLA TESTIMONIANZA – NULLITA’ ECCEPITA DALLA PARTE INTERESSATA EX ART. 157 c. 2 C.P.C. – Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, Sentenza n. 16723 del 5 agosto 2020

31.08.2020

Le Sezioni unite civili della Corte di cassazione, con la sentenza n. 16723 del 5 agosto 2020, sulla questione relativa all’inammissibilità della prova testimoniale per quel che riguarda gli atti e contratti per i quali la forma scritta è richiesta solo ad probationem, hanno affermato il seguente principio di diritto: “ L’inammissibilità della prova testimoniale di un contratto che deve essere provato per iscritto,  ai sensi dell’art. 2725, comma 1, c.c., attenendo  alla tutela processuale di interessi privati, non può essere rilevata d’ufficio, ma deve essere eccepita dalla parte interessata prima dell’ammissione del mezzo istruttorio;  qualora, nonostante l’eccezione di inammissibilità, la prova sia stata ugualmente assunta, è onere della parte interessata opporne la nullità secondo le modalità dettate dall’art. 157, comma 2, c.p.c., rimanendo altrimenti la stessa ritualmente acquisita, senza che detta nullità possa più essere fatta valere in sede di impugnazione”.



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