Credito di lavoro – Domanda di ammissione al passivo fallimentare in via privilegiata – Prova del credito oggetto di insinuazione – Buste paga rilasciate dal datore di lavoro – Corte di Cassazione, sesta sezione civile, sentenza n. 17312 del 27 maggio 2022

06.06.2022

La sesta sezione civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 17312 del 27 maggio 2022 in tema di domanda di ammissione al passivo fallimentare in via privilegiata del credito di lavoro, ha affermato che: ” le buste paga rilasciate al lavoratore dal datore di lavoro ove munite, alternativamente, della firma, della sigla o del timbro di quest’ultimo, possono essere utilizzate come prova del credito oggetto di insinuazione, considerato che ai sensi dell’art. 3 della l. n. 4 del 1953 la loro consegna al lavoratore è obbligatoria, ferma restando la facoltà del curatore di contestarne le risultanze con altri mezzi di prova, ovvero con specifiche deduzioni e argomentazioni volte a dimostrarne l’inesattezza, la cui valutazione è rimessa al prudente apprezzamento del giudice”. Pertanto le suddette copie delle buste paga hanno  piena efficacia probatoria del rapporto di lavoro esistente e del credito insinuato, alla stregua del loro contenuto, obbligatorio e penalmente sanzionato dall’art. 5 legge 25 gennaio 1953 n. 4



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