Patrocinio a spese dello Stato – Distrazione delle spese – Dichiarazione del difensore – Rinuncia del titolare del beneficio – Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 8561 del 26 marzo 2021

29.03.2021

Le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione, con la  sentenza n. 8561 del 26 marzo 2021, sulla questione relativa alla richiesta di distrazione delle spese e del suo effetto rispetto al beneficio del patrocinio a spese dello Stato quando la parte richiedente non risulti vittoriosa, hanno affermato che è escluso ogni rapporto tra difensore e parte assistita rispetto all’ammissione al gratuito patrocinio, “con la conseguenza che il difensore è privo del potere di disporre dei diritti sostanziali della parte, compreso il diritto soggettivo all’assistenza dello Stato per le spese del processo, per cui la rinuncia allo stesso può provenire solo dal titolare del beneficio”. A maggio supporto la Corte rileva altresì “che il provvedimento di ammissione al beneficio della parte non abbiente oltre a produrre l’effetto principale costituito dal pagamento  dei compensi al difensore, la esonera anche dall’anticipazione delle spese che vengono prenotate dallo Stato (art. 131, commi 2 e 3 del citato d.P.R.) . La circostanza poi, che la presentazione dell’istanza di distrazione costituisca una rinuncia tacita al beneficio, presuppone che l’Istituto sia revocabile, ma a ben vedere le cause individuate dal legislatore  sono solo tre e tipizzate nell’art. 136 del d.P.R. n. 115 del 2002 ……dunque norma eccezionale, come tale non applicabile analogicamente, e non certo per l’avvenuta presentazione dell’istanza di distrazione”.

 

 

 

 



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