Detenzione – Spazio individuale minimo intramurario – Computo – Fattori compensativi per breve durata detenzione – Corte di Cassazione, Sezioni Unite penali, Sentenza n. 6551 del 24 settembre 2020, depositata in data 19 febbraio 2021

25.02.2021

Le Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6551 del 24 settembre 2020, depositata in data 19 febbraio 2021, sulla questione relativa ai criteri di calcolo  dello spazio minimo da assicurare a ciascun detenuto, in merito alle divergenze sulla nozione di “spazio disponibile” hanno affermato i seguenti principi di diritto:

– nella valutazione dello spazio minimo di tre metri quadrati  si deve avere riguardo alla superficie che assicura il normale movimento e, pertanto, vanno detratti gli arredi tendenzialmente fissi al suolo, tra cui rientrano i letti a castello;

– i fattori compensativi costituiti dalla breve durata della detenzione, dalle dignitose condizioni carcerarie, dalla sufficiente libertà di movimento al di fuori della cella mediante lo svolgimento di adeguate attività, se ricorrono congiuntamente, possono permettere di superare la presunzione di violazione dell’art. 3 CEDU derivante dalla disponibilità nella cella collettiva di uno spazio minimo individuale inferiore a tre metri quadrati; nel caso di disponibilità di uno spazio individuale fra i tre e i quattro metri quadrati, i predetti fattori compensativi, unitamente ad altri di carattere negativo, concorrono nella valutazione unitaria delle condizioni di detenzione richiesta in relazione all’istanza presentata ai sensi dell’art. 35-ter ord. pen.”.



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