Eccezione di merito disattesa in primo grado – Appello incidentale e mera riproposizione ex art. 346 c.p.c. – Corte di Cassazione, Sezioni Unite, Sentenza n. 11799 del 12 maggio 2017

17.05.2017

La Sezioni Unite della Suprema Corte con la sentenza n. 11799 del 12 maggio 2017 ,  in tema di valutazione delle eccezioni di merito disattese in primo grado hanno affermato il seguente principio di diritto “Qualora un’eccezione di merito sia stata ritenuta infondata nella motivazione della sentenza del giudice di primo grado  o attraverso un’enunciazione indiretta, ma che  sottenda, in modo chiaro ed   inequivoco  la valutazione di infondatezza, la devoluzione al giudice d’appello della sua cognizione, da parte del convenuto rimasto vittorioso quanto all’esito finale della lite, esige la proposizione da parte sua dell’appello incidentale, che è regolato dall’art. 342 cod. proc. civ. non essendo sufficiente la mera riproposizione di cui all’art. 346 cod. proc. civ. Qualora l’eccezione sia a regime di rilevazione affidato anche al giudice, la mancanza dell’appello incidentale preclude, per il giudicato interno formatasi ex art. 329, secondo comma, cod. proc. civ. anche il potere del giudice di appello di rilevazione d’ufficio, di cui al secondo comma dell’art. 345 cod. proc. civ.,. Viceversa l’art. 346 cod. proc. civ.  con l’espressione “eccezioni non accolte nella sentenza di primo grado”, nell’ammettere  la mera riproposizione dell’eccezione di merito da parte del convenuto rimasto vittorioso con riguardo all’esito finale della lite, intende riferirsi all’ipotesi in cui l’eccezione non sia stata dal primo giudice ritenuta infondata nella motivazione nè attraverso un’enunciazione in modo espresso, nè attraverso un’enunciazione indiretta, ma chiara ed inequivoca. Quando la mera riproposizione (che deve essere espressa) è possibile, la sua mancanza rende irrilevante in appello l’eccezione, se il potere di rilevazione riguardo ad essa è riservato alla parte, mentre, se il potere di rilevazione riguardo ad essa è riservato alla parte, mentre, se il potere di rilevazione compete anche al giudice, non impedisce – ferma la preclusione del potere del convenuto – che il giudice d’appello eserciti detto potere a norma del secondo comma dell’art. 345 cod. proc. civ.”  

 



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