Ricusazione – Istanza – Giudice dell’udienza preliminare – Efficacia del decreto che dispone il giudizio – Nullità ai sensi dell’art. 178 comma 1 lett a) c.p.p. – Ordinanza ai sensi dell’art. 41 c. 3 c.p.p. – Efficacia di eventuali atti compiuti in precedenza dal Giudice ricusato – Corte di Cassazione, Sezioni Unite penali, sentenza n. 37207 del 16 luglio 2020, depositata in data 23 dicembre 2020

29.12.2020

Le Sezioni Unite penali  della  Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37207 del 16 luglio 2020, depositata in data 23 dicembre 2020 sulla questione relativa all’accoglimento della istanza di ricusazione da parte del g.u.p. e sulla efficacia del decreto emesso in pendenza della emanazione della decisione sulla ricusazione proposta, hanno affermato i seguenti principi di diritto:  ” In caso di accoglimento della istanza di ricusazione del giudice dell’udienza preliminare, il decreto che dispone il giudizio – emesso in pendenza della decisione definitiva sulla domanda di ricusazione – non conserva efficacia ed è affetto da nullità ai sensi dell’art. 178, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.” Conseguentemente la Suprema Corte ha statuito che  “l’ordinanza che decide sul merito della ricusazione ai sensi dell’art. 41, comma 3, cod. proc. pen., provvede contestualmente a dichiarare, in caso di accoglimento della dichiarazione di ricusazione , se e in quale parte gli atti compiuti precedentemente dal giudice ricusato devono considerarsi efficaci;  contro tale ordinanza è  proponibile, anche in caso di omessa pronuncia sulla conservazione della efficacia degli atti, ricorso per cassazione nelle forme dell’art. 611 cod. proc. pen.”.



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