GIUDIZIO EX ART. 622 C.P.P. – AUTONOMIA DAL GIUDIZIO PENALE – CRITERI PROBATORI, PROCESSUALI E SOSTANZIALI PROPRI DEL GIUDIZIO CIVILE – UTILIZZAZIONE DELLE DICHIARAZIONI RESE DALLA PARTE CIVILE – Corte di Cassazione, terza sezione penale, sentenza n. 16916 del 25 giugno 2019

28.06.2019

La  terza sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16916 del 25 giugno 2019, con riferimento alla fattispecie di un’utilizzazione della dichiarazione resa dalla parte civile nel processo penale, ha affermato il seguente principio di diritto:“Il giudizio di rinvio ex art. 622 c.p.p. costituisce solo formalmente una mera prosecuzione del processo penale, trattandosi, viceversa, di una sostanziale translatio iudicii dinanzi al giudice civile, con la conseguenza che rimane del tutto estranea all’assetto del giudizio di rinvio ex art. 622 c.p.p. la possibilità di applicazione di criteri e regole probatorie, processuali e sostanziali, tipiche della fase penale esauritasi a seguito della pronuncia emessa dalla Corte di cassazione penale ai sensi dell’art. 622 c.p.p., mentre deve ritenersi imposta l’applicazione dei criteri e delle regole probatorie, processuali e sostanziali, proprie del giudizio civile. Ciò posto, nel giudizio di rinvio ex art. 622 c.p.p., non è consentita l’utilizzazione, alla stregua di una testimonianza, delle dichiarazioni rese dalla parte civile sentita quale testimone nel corso del processo penale, dovendo viceversa trovare applicazione il principio di cui di cui all’art. 246 c.p.c., ai sensi del quale non possono essere assunte come testimoni le persone aventi nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio”.

 

 



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