Immobili – Mutamento destinazione d’uso – Restauro e risanamento conservativo – Piano regolatore – Corte di Cassazione, terza sezione penale, sentenza n. 6873 del 8 settembre 2016, depositata in data 14 febbraio 2017

31.05.2017

La terza sezione penale, della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6873  del 8 settembre 2016, depositata in data 14 febbraio 2017, in tema di mutamenti di destinazione d’uso di immobili ha affermato che ogni trasformazione nell’utilizzo, anche se realizzato con piccoli interventi, necessita di permesso edilizio. Nello specifico  ha espresso il seguente principio di diritto: ” Non ha rilievo l’entità delle opere eseguite, allorché si consideri che la necessità del permesso di costruire permane per gli interventi: – di manutenzione straordinaria, qualora comportino modifiche delle destinazioni d’uso (art. 3, comma 1, lett. b, del cit. T.U.); – di restauro e risanamento conservativo, qualora comportino il mutamento degli “elementi tipologia” dell’edificio, cioè di quei caratteri non soltanto architettonici ma anche funzionali che ne consentano la qualificazione in base alle tipologie edilizie (art. 3, comma 1, lett. c, cit. T.U.). Gli interventi anzidetti, invero, devono considerarsi “di nuova costruzione”, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. e, cit. T.U.. Ove il necessario permesso di costruire non sia stato rilasciato, sono applicabili le sanzioni amministrative di cui all’art. 31, cit. T.U. e quella penale di cui all’art. 44, lett. b) “



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