INDAGINI PRELIMINARI – “FUMUS” IN ORDINE ALL’INCAPACITÀ DELL’INDAGATO DI PARTECIPARE COSCIENTEMENTE AL PROCEDIMENTO – RICHIESTA DI PERIZIA NELLE FORME DELL’INCIDENTE PROBATORIO – RIGETTO PER DIFETTO DELLE CONDIZIONI DI CUI ALL’ART. 392, COMMA 2, COD. PROC. PEN – Corte di Cassazione, sesta sezione penale, sentenza n. 51134 del 10 luglio 2019, depositata in data 18 dicembre 2019

24.12.2019

La Sesta Sezione penale della  Corte di Cassazione, con la sentenza n. 51134 del 10 luglio 2019, depositata in data 18 dicembre 2019 con riferimento all’accertamento dello stato mentale dell’imputato, in considerazione che la giurisprudenza della Corte di cassazione è consolidata nell’affermare, in sintonia con il principio di tassatività delle impugnazioni, che l’atto processuale sia abnorme e dunque ricorribile immediatamente in sede di legittimità, se adottato in carenza del relativo potere ovvero se vi sia una deviazione funzionale del provvedimento rispetto allo scopo previsto dal modello legale, ha affermato la configurabilità di un profilo di abnormità funzionale ed  in quanto tale da determinare una non rimediabile situazione di stasi, l’ordinanza con la quale il giudice per le indagini preliminari respinga, per difetto delle condizioni previste dall’art. 392, comma 2, cod. proc. pen., una richiesta di perizia sulla capacità dell’indagato di partecipare coscientemente al procedimento, atteso che l’art. 70, comma 3 cod. proc. pen. richiede l’osservanza delle forme dell’incidente probatorio ma non anche la ricorrenza dei casi previsti dal richiamato art. 392 cod. proc. pen.



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