L’attestazione di conformità nel Processo Tributario Telematico

08.11.2018

Il D. L. 23.10.2018, n. 119 pubblicato nella G.U. 23.10.2018, n. 247 ed entrato in vigore il giorno successivo ha introdotto alcune interessanti novità relativamente al Processo Tributario Telematico con l’intento di rendere questa forma “processuale” sempre più agevole fino a prevederne l’obbligatorietà a partire dai ricorsi notificati dal 01 luglio 2019.

Del P.T.T. si occupa in particolare l’art. 16 del provvedimento che introduce ex novo alcune norme, detta alcuni principi e specifica o meglio chiarisce alcuni punti oscuri o controversi della disciplina vigente.

La novità indubitabilmente più interessante e i cui effetti sono immediati essendone stata prevista l’entrata in vigore della norma il 24 ottobre u.s., è la previsione – anche per il Processo Tributario Telematico – del potere di attestazione di conformità in capo ai difensori, ai dipendenti di cui si avvalgono gli enti impositori, gli agenti della riscossione ed i soggetti iscritti nell’albo di cui all’articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

La rubrica del nuovo articolo 25 bis del D. Lgs. 31.12.1992, n.546 si intitola “Potere di certificazione di conformità” ed analogamente a quanto previsto per il processo civile e per quello amministrativo prevede che i soggetti di cui al capoverso precedente possano attestare la conformità delle copie agli originali sia ai fini della notificazione di atti e provvedimenti e del loro deposito in fascicoli processuali, sia al momento dell’estrazione di atti e provvedimenti dal fascicolo informatico presso le Commissioni tributarie.

In particolare riguardo all’estrazione di copia informatica o analogica dal fascicolo processuale la norma prevede espressamente che anche gli atti ed i provvedimenti “… trasmessi in allegato alle comunicazioni telematiche dall’ufficio di segreteria…” equivalgono all’originale anche se privi dell’attestazione di conformità all’originale da parte dell’ufficio di segreteria.

La mancanza di disposizione analoga con riferimento al Processo Civile Telematico ha generato la paradossale (ma facilmente risolvibile) problematica in base alla quale un avvocato che intenda notificare un provvedimento giurisdizionale alla controparte o che voglia depositarlo nel fascicolo informatico di un procedimento diverso da quello nel quale è stato prodotto, non può utilizzare la copia informatica dell’atto allegato alla comunicazione di cancelleria ma dovrebbe – e vedremo perché solo “teoricamente” – scaricare il medesimo atto dal fascicolo informatico ed autenticare la copia prelevata.   Infatti la norma dettata per il processo civile prevede che possano essere autenticate solo le copie prelevate dal fascicolo informatico ma la stessa non specifica da parte di quale soggetto; di fatto anche le copie dei provvedimenti allegate ai biglietti di cancelleria sono estratte dal fascicolo informatico sebbene da un soggetto diverso da quello che procede alla loro eventuale “autentica”.

In pratica secondo questa interpretazione sarebbe possibile autenticare solo copie che il soggetto legittimato all’autenticazione abbia personalmente scaricato; appare ovvio come questa si scontri con la pratica per una serie di motivazioni, prima di tutto perché se l’atto è scaricato dal fascicolo informatico esso si presume equivalente all’originale e dunque appare illogico disquisire sulle modalità attraverso le quali lo stesso è stato prelevato dal fascicolo medesimo.   Inoltre dal punto di vista materiale le copie di un atto o provvedimento scaricato hanno esattamente la stessa sequenza di bit chiunque e per quante volte le si estragga, ciò implica che una volta estratta la copia ed autenticata non è tecnicamente possibile stabilire come e da chi la copia medesima sia stata estratta.

La norma dettata per il Processo Tributario introduce un’altra differenza rispetto al processo civile laddove prevede che ai fini del deposito e della notifica con modalità telematiche la possibilità di autenticazione della copia informatica è possibile anche in caso di “… documento formato su supporto analogico e detenuto in originale o in copia conforme …”; da una prima lettura del provvedimento parrebbe che anche ai fini del deposito nel fascicolo processuale e non solo ai fini della notificazione come originariamente prescritto solo dalla Legge 53 del 1994 per le notificazioni eseguite da avvocati, il soggetto legittimato al deposito possa autenticare la copia informatica per immagine di “qualsiasi” documento e non solo degli atti del processo o dei provvedimenti giurisdizionali contenuti nel fascicolo informatico.   Letta in quest’ottica la norma estenderebbe il potere di autentica alla copia di qualunque atto da chiunque formato, in pratica anche le allegazioni documentali diventerebbero oggetto di autonomo potere di attestazione.