LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA – MALATTIA – ASSENZA – UTILIZZO AGENZIA INVESTIGATIVA – Sentenza n. 20433, dell’11 ottobre 2016

14.10.2016

La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, con la sentenza 11 ottobre 216, n. 20433, ha riconosciuto  la piena legittimità del licenziamento per giusta causa nei confronti del dipendente, assente dal lavoro per malattia, non si rende reperibile alla visita fiscale e simula un controllo medico, anche se a scoprirlo sono gli investigatori privati assunti dal datore di lavoro.

Nel rigettare il ricoso, la Suprema Corte ha ribadito che il controllo circa la legittimità dell’assenza da casa (durante le fasce orarie di reperibilità) del lavoratore ammalato, riguardi un controllo sull’attività lavorativa e non già, come evidenziato dalla sentenza impugnata, un comportamento illegittimo e rilevante ai fini disciplinari.

Le disposizioni dell’art. 5 della L. n. 300/1970, in materia di divieto di accertamenti da parte del datore di lavoro sulle infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente e sulla facoltà dello stesso datore di lavoro di effettuare il controllo delle assenze per infermità solo attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, non precludono al datore medesimo di procedere, al di fuori delle verifiche di tipo sanitario, ad accertamenti di circostanze di fatto atte a dimostrare l’insussistenza della malattia o la non idoneità di quest’ultima a determinare uno stato d’incapacità lavorativa e, quindi, a giustificare l’assenza. Sono pertanto legittimi gli accertamenti demandati, dal datore di lavoro, a un’agenzia investigativa, aventi a oggetto comportamenti extralavorativi, che assumano rilievo sotto il profilo del corretto adempimento delle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro.



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