ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA’ DELLO STATO – LEGITTIMAZIONE PASSIVA DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – ERRONEA EVOCAZIONE IN GIUDIZIO DI DIVERSO ORGANO STATALE – ART. 4 DELLA LEGGE N. 260 DEL 1958 – APPLICABILITÀ – MANCATA TEMPESTIVA ECCEZIONE DA PARTE DELL’AVVOCATURA DELLO STATO – Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 30649 del 28 novembre 2018

28.11.2018

Le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione, con la  sentenza n. 30649 del 28 novembre 2018, in un procedimento di accertamento della responsabilità dello Stato e sulle conseguenze della citazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri o del singolo Ministero, superando un contrasto giurisprudenziale, hanno confermato l’orientamento secondo il quale, in caso di azione giudiziale diretta a far valere l’inadempimento dello Stato italiano all’obbligo “ex lege” di trasposizione legislativa, nel termine prescritto, di direttive comunitarie non autoesecutive, la legittimazione passiva spetta esclusivamente alla Stato italiano, e per esso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la precisazione che in, caso di erronea evocazione in giudizio di un diverso organo dell’apparato statale, trova applicazione l’art. 4 della l. n. 260 del 1958, il quale deve essere correttamente interpretato nel senso che, qualora l’Avvocatura dello Stato non sollevi tempestiva eccezione con contestuale indicazione dell’organo legittimato, l’irrituale costituzione del rapporto giuridico processuale non potrà più essere eccepita dalla parte né rilevata d’ufficio dal giudice.



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