Notificazioni a mezzo P.E.C. – Validità – Raggiungimento scopo – Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 23620 del 28 settembre 2018

08.11.2018

Le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione con la sentenza n. 23620 del 28 settembre 2018 in tema di notificazioni a mezzo pec, in conformità ad una giurisprudenza già consolidata  ha affermato che “l’atto deve essere trasmesso a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo di posta elettronica certificata che il destinatario ha comunicato al proprio ordine, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici”.

Ha quindi ribadito che “in materia di notificazioni al difensore, a seguito dell’introduzione del “domicilio digitale”, corrispondente all’indirizzo p.e.c. che ciascun avvocato ha indicato al Consiglio dell’ordine di appartenenza, previsto dal d.l. n. 179 del 2012, art. 16 sexies (conv., con mod., dalla I. n. 221 del 2012), come modificato dal d.l. n. 90 del 2014 (conv., con modif., dalla I. n. 114 del 2014), non è più possibile procedere – ai sensi del R.D. n. 37 del 1934, art. 82 – alle comunicazioni o alle notificazioni presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario innanzi al quale pende la lite, anche se il destinatario ha omesso di eleggere il domicilio nel comune in cui ha sede quest’ultimo, a meno che, oltre a tale omissione, non ricorra altresì la circostanza che l’indirizzo di posta elettronica certificata non sia accessibile per cause imputabili al destinatario”, affermando che il principio desumibile dall’art. 156 cod. proc. civ., comma 3, risulta recepito nella stessa legge n. 53 del 1994, che all’art. 11 prevede che ” la nullità delle notificazioni telematiche incorre qualora siano violate le relative norme (contenute negli articoli precedenti)  e, comunque, se vi è incertezza sulla persona cui è stata consegnata la copia dell’atto o sulla data della notifica”.



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