Organi di Giustizia sportiva – Decisioni – Natura giurisdizionale privatistica e pubblicistica – Quinta sezione in sede giurisdizionale del Consiglio di Stato, sentenza n. 2744 del 14 giugno 2018

28.08.2018

La quinta sezione in sede giurisdizionale del Consiglio di Stato con la sentenza n. 2744 del 14 giugno 2018 in materia di decisioni degli organi di giustizia sportiva  e della loro natura giurisdizionale ha affermato che in quanto organi delle Federazioni sportive nelle quali operano essi partecipano alla natura di queste ultime, che può essere tanto privatistica quanto pubblicistica, a seconda dell’attività in concreto espletata .

Ha pertanto precisato che “In particolare, correttamente il primo giudice ha ricordato che, nel momento in cui giungano ad operare in qualità di organi del Coni, gli stessi svolgono altresì attività di valenza pubblicistica, rispetto alla quale non può che essere loro riconosciuta natura pubblica. Deve dunque riconoscersi, anche alla luce di quanto disposto in termini generali dall’art.1, comma 2, del d.l. 19 agosto 2003, n. 220 (convertito, con modificazioni, in legge 17 ottobre 2003, n. 280), che gli organi di giustizia costituiti presso le Federazioni sportive sono organi giustiziali rispetto alle decisioni aventi rilevanza interna per l’ordinamento sportivo, mentre debbono considerarsi partecipare della medesima natura pubblicistica delle Federazioni cui appartengono, ogni qualvolta le loro decisioni rivestano rilevanza giuridica esterna per l’ordinamento statale. Per l’effetto, devono considerarsi alla stregua di provvedimenti amministrativi ogniqualvolta vengano ad incidere su posizioni giuridiche soggettive rilevanti per l’ordinamento statale, che come tali, non possono sfuggire alla tutela giurisdizionale statale pena la lesione del fondamentale diritto di difesa, espressamente qualificato come inviolabile dall’art. 24 Cost. E ciò anche nel caso in cui si verta in materia disciplinare, riservata in linea di principio alla competenza dell’ordinamento sportivo, ex art. 2, comma 1, lett. a), d.l. n. 220 del 2003.
Allorquando la decisione in materia disciplinare venga a ledere delle posizioni giuridicamente rilevanti per l’ordinamento statale, torna ad espandersi la giurisdizione residuale del giudice amministrativo in materia, innanzi al quale può essere fatta valere, appunto, la pretesa risarcitoria”.



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