DETENZIONE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO – UTILIZZO DI MEZZI ATTI AD IMPEDIRE L’IDENTIFICAZIONE DEI DATI DI ACCESSO – ACCESSO FISICO AL COMPUTER ED INSERIMENTO NELLA RETE – Corte di Cassazione, terza sezione penale, sentenza n. 32166 del 8 ottobre 2020, depositata in data 16 novembre 2020

19.11.2020

La terza sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32166 del 8 ottobre 2020, depositata in data 16 novembre 2020, nella fattispecie di detenzione di materiale pedopornografico, ha affermato che sussiste la circostanza aggravante per  “l’utilizzo di mezzi atti ad impedire l’identificazione dei dati di accesso alle reti telematiche, si configura quando l’agente ponga in essere qualunque azione volta ad impedire la sua identificazione come soggetto che ha avuto accesso alla rete, eludendo le normali modalità di riconoscimento dell’autore dell’accesso , a partire da quelle relative all’accesso fisico al computer, primo momento di accesso alla rete  fino a quello di inserimento nella rete stessa, secondo i protocolli previsti per l’accesso dalle varie e diverse reti”. 



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