Procedimento speciale ex. art. 444 c.p.p. – Accordo delle parti sull’applicazione di pena detentiva – Sospensione condizionale della pena – Sospensione non accordata o rigettata – Subordinazione alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività – Presenza di due limiti massimi cumulativi – Corte di Cassazione, Sezioni Unite penali, sentenza n. 23400 del 27 gennaio 2022, depositata in data 15 giugno 2022

20.06.2022

Le Sezioni Unite penali della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23400 del 27 gennaio 2022, depositata in data 15 giugno 2022, sulla questione relativa al al difetto della necessaria manifestazione di assenso da parte dell’imputato alla prestazione di attività non retribuita, nonchè l’estraneità, all’accordo stipulato dalle parti, della condizione apposta dal giudice alla concessione della sospensione condizionale,  hanno affermato i seguenti principi di diritto: 

“nel procedimento speciale di cui all’art. 444 cod. proc. pen., l’accordo delle parti sull’applicazione di una pena detentiva di cui viene richiesta la sospensione condizionale deve estendersi anche agli obblighi ulteriori eventualmente connessi ex lege alla concessione del beneficio, indicandone, quando previsto, la durata, con la conseguenza che, in mancanza di pattuizione pure su tali elementi, la sospensione non può essere accordata e, qualora al suo riconoscimento sia subordinata l’efficacia della stessa richiesta di applicazione della pena, questa deve essere integralmente rigettata”

“La durata della prestazione di attività non retribuita a favore della collettività soggiace a due limiti massimi cumulativi: quello di sei mesi, previsto dal combinato disposto agli art. 18 bis disp. coord. trans. cod. pen. e 54, comma 2, d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, e, se inferiore, quello stabilito dall’art. 165, comma primo, cod. pen. in relazione alla misura della pena sospesa”.



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