PROCESSO AMMINISTRATIVO TELEMATICO ED ATTESTAZIONI DI CONFORMITA’

06.09.2016

Il processo amministrativo telematico si uniforma al P.C.T.?  Molti giuristi ed operatori della giustizia nel corso di questi anni si saranno chiesti la ragione per la quale il legislatore non abbia introdotto norme uniformi per i vari Processi Telematici avviati od in fase di avvio in ambito civile, penale, amministrativo, tributario, ecc.
Un siffatto interrogativo non consente risposta ma le problematiche nascenti da una difformità di norme nei vari processi si sono puntualmente verificate e sono quelle che hanno probabilmente indotto l’esecutivo a posticipare (con un provvedimento emanato il giorno precedente il previsto avvio) l’entrata in vigore della normativa sul Processo Amministrativo Telematico. 
Pochi giorni fa con il D.L.  31 agosto 2016, n. 168 il governo è nuovamente intervenuto introducendo norme che dovrebbero risolvere alcune criticità rilevate nella previgente normativa.
Il primo riferimento è quello relativo al c.d. “domicilio digitale” previsto dall’art. 16-sexies del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 che si applicherà ai sensi del comma 1-bis dell’art. 25 del D.Lgs. 02 luglio 2010, n. 104 come ora modificato ed in quanto compatibile, anche al processo amministrativo.  In buona sostanza varrà anche per la giustizia amministrativa il principio in base al quale le notificazioni al difensore in cancelleria (nel P.A. segreteria), potranno essere effettuate in tale modalità, esclusivamente qualora non sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notificazione presso l’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi.

L’ art 136 del quale è stato modificato il comma 2 ed introdotti i commi 2-ter e 2-quater oltre ad inserire un forse inopportuno riferimento a “casi eccezionali” nei quali il Presidente del collegio giudicante potrà dispensare le parti od i loro difensori dalla sottoscrizione digitale e dal deposito telematico degli atti, tenta di risolvere (si spera definitivamente) il problema dell’attestazione di conformità delle copie informatiche degli atti depositati. Il testo specifica che la copia informatica munita di attestazione di conformità equivale all’originale od alla copia conforme dell’atto o del provvedimento.  Nel testo si ribadisce altresì che i difensori, nel compimento dell’ attestazione di conformità, “ASSUMONO AD OGNI EFFETTO LA VESTE DI PUBBLICO UFFICIALE” superando così e si spera in modo definitivo, la diatriba sulla possibilità che un soggetto sia considerato pubblico ufficiale nel compimento di attività specifiche pur senza essere pubblico ufficiale per status professionale.
Il comma 2-quater stabilisce che il Presidente della sezione o il collegio, qualora la questione sorga in udienza, possono autorizzare il privato chiamato in causa (non soggetto all’obbligo di dotarsi di indirizzo P.E.C.) a depositare atti e documenti tramite l’upload sul sito istituzionale della Giustizia Amministrativa.

Conseguentemente sono state modificate anche le norme di attuazione che ora assicurano (art 4, co. 4) la possibilità di deposito telematico degli atti in scadenza fino alle 24.00 dell’ultimo giorno consentito e che considerano il deposito tempestivo (a differenza del P.C.T.) con la generazione della ricevuta di avvenuta accettazione ove il deposito risulti anche successivamente andato a buon fine. Il termine è anticipato alle ore 12.00 del giorno di scadenza agli effetti dei termini a difesa e delle udienze camerali e pubbliche, come previsto dalla normativa generale.
L’art 13-bis di nuova introduzione contiene le misure transitorie per l’uniforme applicazione del processo amministrativo telematico e prevede che per tre anni a decorrere dal 01 gennaio 2017 (data di entrata in vigore delle norme sul P.A.T.) qualora il punto di diritto sottoposto al giudice amministrativo verta sull’interpretazione e l’applicazione delle norme sul processo amministrativo telematico può essere proposta istanza di rimessione del ricorso all’adunanza plenaria al fine di uniformare il più possibile le decisioni  e creare in tempi relativamente brevi una giurisprudenza specifica sui principi di “diritto amministrativo telematico.

Siamo certi che con l’autunno ci attenderanno altre novità ma non  perdiamo la speranza che il legislatore metta mano, una volta per tutte, ad una riforma organica delle norme processuali che tenga conto del fatto che le tecnologie fanno parte ormai di qualsiasi iter procedimentale complesso e che le regole processuali non possono inseguire le tecnologie ma debbono considerarle un presupposto indefettibile del buon funzionamento del sistema giudiziario. 

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