Processo tributario in sede di legittimità – Richiesta di trattazione in pubblica udienza – Trattazione scritta – Udienza cartolare – Applicabilità in fase di emergenza sanitaria da Covid-19 – Rito camerale – Corte di Cassazione, quinta sezione tributaria, Ordinanza n. 26480 del 20 novembre 2020

24.11.2020

La quinta sezione tributaria della Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 26480 del 20 novembre 2020,   sulla questione relativa alla trattazione della causa in pubblica udienza e sulla esclusione di quest’ultima  ha affermato, quale principio, che “giustificano la trattazione della controversia in adunanza camerale anziché, come richiesto dalla contribuente, in pubblica udienza, le seguenti considerazioni: (1) a causa dell’emergenza Covid-19, il legislatore ha dettato norme precauzionali, finalizzate alla trattazione scritta delle cause (c.d. udienza cartolare). In particolare, l’art. 221, comma 4, legge 17 luglio 2020, n. 77 («Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute,
sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19» ), ha stabilito che: «Il giudice può disporre che le udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti siano sostituite dal deposito telematica di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni.»; (2) uniformandosi alle norme emergenziali, il Primo Presidente della Corte (decreti del 7/05/2020, del 18/06/2020 e del 30/07 /2020) ha adottato misure organizzative – tuttora in vigore – relative alle modalità operative per regolare l’accesso ai servizi, al fine di evitare assembramenti all’interno dell’ufficio giudiziario e contatti ravvicinati tra tutte le persone; (3) la scelta, motivata anche da un’esigenza di particolare cautela, di trattare sollecitamente (come richiesto dalla difesa della contribuente con istanza datata 24/05/2019) la causa in adunanza camerale anziché in pubblica udienza, secondo un criterio, per così dire, di giusrealismo correlato dall’emergenza pandemica del Covid-19, è coerente con l’indirizzo di legittimità e con la giurisprudenza sovranazionale, come si evince da Cass. sez. 6-5, ordinanza n. 5371 del 02/03/2017, la quale ha stabilito che: «In tema di nuovo rito camerale di legittimità “non partecipato”, il principio di pubblicità dell’udienza, pur previsto dall’art. 6 CEDU ed avente rilievo costituzionale, non riveste carattere assoluto e può essere derogato in presenza di “particolari ragioni giustificative”, ove “obiettive e razionali” (Corte cast., sent. n. 80 del 2011), da ravvisarsi in relazione alla conformazione complessiva di tale procedimento camerale, funzionale alla decisione di questioni di diritto di rapida trattazione non rivestenti peculiare complessità”



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