Reato di molestia telefonica – Procedibilità a querela e rimettibilità – manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 660 del cod. pen. – Reati contravvenzionali e procedibilità d’ufficio – Corte Costituzionale, ordinanza n. 22 del 7 novembre 2018

17.01.2019

La Corte Costituzionale con l’ordinanza n. 22  del 7 novembre 2018 con riferimento  alla sollevata questione di legittimità costituzionale dell’art. 660 del codice penale, nella parte in cui non prevede la procedibilità a querela del reato di molestia, con annessa rimettibilità della stessa, quanto meno limitatamente alle condotte idonee a recare molestia o disturbo esclusivamente a persona determinata, ha stabilito la  sollevata dal Tribunale ordinario di Varese, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, in quanto il reato di cui all’art. 660 cod. pen. risulta inserito nel paragrafo I della Sezione I del Capo I del Titolo I del Libro III del codice penale, dedicato alle «contravvenzioni concernenti l’inosservanza dei provvedimenti di polizia e le manifestazioni sediziose e pericolose», nell’ambito di quelle concernenti l’ordine pubblico e la tranquillità pubblica. La Corte ha altresì rilevato che l’intervento additivo richiesto dal giudice a quo sarebbe del tutto eccentrico rispetto ai principi generali del sistema del diritto penale italiano, che prevede la procedibilità a querela solo per taluni delitti, mentre i reati contravvenzionali sono tutti procedibili d’ufficio. Tale orientamento a giudizio della Corte trova conferma anche in seguito all’introduzione nell’ordinamento penale del reato di atti persecutori di cui all’art. 612-bis cod. pen., richiamato dal giudice a quo quale termine di comparazione, poiché la fattispecie contravvenzionale in esame non potrebbe comunque avere un regime di procedibilità diverso da quello previsto per tutte le contravvenzioni.



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