RECLAMO AVVERSO SENTENZA DI FALLIMENTO. SENTENZA DELLA CORTE DI APPELLO COMUNICATA DALLA CANCELLERIA A MEZZO P.E.C. DECORRENZA DEL TERMINE PER IL RICORSO PER CASSAZIONE.

10.11.2016

Alla stregua dell’orientamento seguito, tra le altre, nelle pronunce 1610/2008, 6807/2007 e 6284/2008, secondo cui la disciplina dell’art. 334 c. p.c. – che consente l’impugnazione incidentale tardiva nei confronti di qualsiasi capo della sentenza impugnata “ex adverso” (per svolgere, cioè, ragioni di impugnazione ulteriori, anche se, eventualmente, comuni alla posizione della parte impugnante in via principale) – è applicabile solo all’impugnazione incidentale in senso stretto, che si identifica con quella proveniente dalla parte contro la quale è stata proposta l’impugnazione principale o che sia stata chiamata ad integrare il contraddittorio, ai sensi dell’art. 331 c. p. c., e non è, pertanto, estensibile all’impugnazione incidentale di tipo adesivo (ossia a quella
diretta a chiedere la riforma della sentenza per gli stessi motivi già fatti valere con l’impugnazione principale), che resta soggetta ai termini ordinari (in senso conforme, la successiva pronuncia .
Nella specie, risulta, per quanto documentato dalla difesa del Fallimento, che la sentenza impugnata è stata comunicata a mezzo PEC dalla cancelleria della Corte d’appello il 21/5/2013, e quindi alla data del 5/8/2013, di richiesta da parte della società della notifica del controricorso con ricorso incidentale, era scaduto il termine perentorio di gg. 30 per il ricorso per cassazione, ex art. 18,14 ° comma 1.f.



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