RICORSO PER D. I. DEPOSITATO TELEMATICAMENTE – INVIO DI COPIA INFORMATICA PER IMMAGINE (SCANSIONE) DI RICORSO CARTACEO – FORMATO NON AMMESSO DALLE SPECIFICHE TECNICHE – IMPOSSIBILITÀ DI RAGGIUNGIMENTO DELLO SCOPO DELL’ATTO – IMPOSSIBILITÀ DI INSERIMENTO DELL’ATTO NON CONFORME AL FORMATO IN UNA SEQUENZA INTRINSECAMENTE ASSOGGETTATA ALLE REGOLE TECNICHE – INAMMISSIBILITÀ DEL RICORSO – Ordinanza Tribunale di Roma 13 luglio 2014

15.10.2015

Con la presente pronuncia il Tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile un ricorso per decreto ingiuntivo depositato come: “…scansione di un’immagine e che non consente operazioni di selezione e copia di parti, anziché derivare, come prescritto, dalla trasformazione in documento *.pdf di un documento testuale. Si tratta in sostanza di una copia, sebbene firmata digitalmente.”

Il giudice nel provvedimento svolge una disamina della normativa tecnica vigente in materia di formato degli atti ammessi nel processo telematico partendo dalle regole tecniche contenute nel D.M. 21 febbraio 2011, n. 44 e citando il successivo Provvedimento del 18 luglio 2011 contenente le specifiche tecniche relative – tra l’altro – al formato degli atti processuali.

La decisione del Tribunale porta la data 13 luglio 2014 quindi le specifiche tecniche vigenti al momento della pronuncia sono quelle dettate dal Provvedimento 16 aprile 2014 del responsabile per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della Giustizia nel cui articolo 12 viene riprodotto, con pochissime modifiche, il testo citato nel provvedimento di inammissibilità.

Il Tribunale partendo dall’art 121 del c.p.c. secondo il quale gli atti del processo possono essere compiuti nella forma più idonea al raggiungimento dello scopo a meno che la legge non richieda forme determinate, procede nel ragionamento affermando che qualora invece la norma preveda forme determinate: “…non è consentito affidarsi al criterio del raggiungimento dello scopo per sancire la validità di un atto compiuto senza il rispetto delle forme stabilite.
I regolamenti, di natura delegata, che pongono le regole tecniche indispensabili per assicurare la funzionalità del processo telematico costituiscono integrazione della normativa di livello primario.”

Il giudice in sostanza afferma il principio in base al quale lo “scopo” dell’atto processuale telematico non è più e non è solo quello di ottenere un provvedimento giurisdizionale ma quello prioritario e preliminare di “…inserirsi efficacemente in una sequenza intrinsecamente assoggettata alle regole tecniche che impongono l’adozione di formati particolari in luogo di altri.”

Sebbene l’iter logico seguito dal Tribunale sia perfettamente condivisibile qualora si accetti il presupposto di partenza in base al quale il rispetto delle forme dettate dalla normativa anche tecnica diventa essenziale al raggiungimento dello scopo dell’atto, occorre precisare che di fatto quanto inviato in “copia informatica per immagine” (scansione) non ha neppure – secondo la disciplina del documento informatico – i requisiti minimi dell’atto.

Nessun dubbio può essere sollevato sul fatto che per introdurre un procedimento giurisdizionale occorre depositare presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario adito un documento originale sottoscritto e non è in alcun caso ammesso il deposito, ad esempio, della fotocopia del ricorso per decreto ingiuntivo.

Qualora la norma preveda che il deposito sia fatto telematicamente l’atto da depositarsi presso l’ufficio giudiziario deve comunque essere un originale sottoscritto quindi, ovviamente e necessariamente, un documento informatico sottoscritto digitalmente, non essendo materialmente possibile depositare telematicamente un documento originale cartaceo munito di sottoscrizione autografa.

La definizione del documento informatico e la sua disciplina generale sono dettate dal codice dell’amministrazione digitale e da tutte le norme successive anche di natura tecnica che disciplinano la redazione, la sottoscrizione e la conservazione dei documenti informatici.

Le regole e le specifiche tecniche dettate per gli atti processuali integrano la disciplina di carattere generale ma non possono in alcun modo derogare alla regola generale che disciplina cosa è un documento informatico e come deve essere redatto e sottoscritto.

Esula dallo scopo di queste brevi note approfondire la disamina delle problematiche connesse al documento informatico ma è comunque importante ribadire che, qualora la legge o le regole tecniche di qualsiasi natura (quindi anche processuali) prevedano la redazione ed il deposito di un documento informatico, lo stesso è tale solo qualora la sua redazione, trasformazione e/o salvataggio nel formato prescritto dalla norma vengano effettuati sul computer partendo dal file di testo e non attraverso la scansione di un documento cartaceo.

Infatti qualora si proceda in quest’ultima modalità l’originale non è mai costituito dal file generato attraverso la scansione ma il documento cartaceo dal quale il file è ricavato, pertanto il deposito di tale file può essere giuridicamente e tecnicamente paragonato al deposito di una fotocopia senza alcun valore legale di qualsiasi genere in quanto atto privo di sottoscrizione.

Commento a cura dell’Avv. Guglielmo Lomanno