STUPEFACENTI – CANNABIS SATIVA L – PRINCIPIO DELTA 9 THC – LEGGE N. 242/2016 – LICEITÀ DELLA COLTIVAZIONE – DETENZIONE E CESSIONE DEI DERIVATI – D.P.R. N. 309 DEL 1990 – Corte di Cassazione, sesta sezione penale, sentenza n. 56737 del 27 novembre 2018, depositata in data 17 dicembre 2018

27.12.2018

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 56737 del 27 novembre 2018, depositata in data 17 dicembre 2018, con riferimento alla commercializzazione della Cannabis ha affermato il seguente principio di diritto: ” La cannabis sativa L, in quanto contenente il principio attivo Delta-9-THC, presenta natura di sostanza stupefacente sia per la previgente normativa che per l’attuale disciplina, costituita dall’art. 14 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dall’art. 1, comma terzo, D.L. 20 marzo 2014, n. 36, convertito dalla legge 16 maggio 2014, n. 79, in cui l’allegata tabella II prevede solo l’indicazione della Cannabis, comprensiva di tutte le sue possibili varianti e forme di presentazione, e riferibile a tutti i preparati che la contengono, rendendo così superfluo l’inserimento del principio attivo Delta-9-THC. L’introduzione della legge 2 dicembre 2016 n. 242 che, stabilendo la liceità della coltivazione della cannabis sativa L  per finalità espresse e tassative, non prevede nel proprio ambito di applicazione quello della commercializzazione dei prodotti di tale coltivazione costituiti dalle inflorescenze (marijuana) e della resina (hascish) e – pertanto – non si estende alle condotte di detenzione e cessione di tali derivati che continuano ad essere sottoposte alla disciplina prevista dal D.P.R. n. 309/90, sempre che dette sostanze presentino un effetto drogante rilevabile”

 

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